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    🇬🇧 founder extra-UE Aggiornato al 2026

    Trasferirsi in Italia da britannico: visto, residenza e tasse

    Cittadini britannici che aprono un'attività freelance o una partita IVA in Italia dopo la Brexit.

    Accesso al mercato e permessi

    Come cittadino extra-UE, un founder britannico in genere ha bisogno di un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo prima di aprire una partita IVA — di solito tramite la quota del decreto flussi, oppure convertendo un permesso esistente (studio, famiglia, soggiornante UE di lungo periodo). Una volta residente regolare, il regime forfettario è aperto alle stesse condizioni di tutti. Se resti nel tuo paese e fatturi solo a clienti italiani, potresti non aver bisogno di alcuna registrazione italiana — dipende dalla residenza fiscale, non dalla nazionalità.1

    Per i soggiorni brevi i cittadini del Regno Unito non hanno bisogno di visto: 90 giorni su 180 per turismo, affari o studio. Non è un permesso di lavoro: per la partita IVA serve comunque un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo, con una domanda a parte.6

    L'elenco dei Paesi ammessi alle quote per lavoro subordinato (2026–2028) non comprende il Regno Unito. Fuori dall'assistenza familiare, per cui non c'è vincolo di nazionalità, quel canale è chiuso a chi ha quel passaporto: conta quindi il lavoro autonomo, con la sua quota di soli 650 posti all'anno in tutta Italia.78 La conversione di un permesso che già possiedi (studio, lavoro stagionale, famiglia) in permesso per lavoro avviene fuori quota e senza limiti numerici: per questo la via della conversione è di solito più rapida dell'attesa di un click day.

    Residenza fiscale — dove paghi davvero le imposte

    L'Italia tassa i residenti sul reddito mondiale. Diventi residente fiscale se, per la maggior parte dell'anno (183+ giorni), la tua residenza anagrafica, la tua dimora abituale o il centro dei tuoi interessi vitali sono in Italia. È un punto su cui un founder britannico inciampa spesso, trasferendosi a metà anno o mantenendo una casa all'estero — è il conteggio dei giorni, non il passaporto, a decidere dove paghi le imposte.3

    Il regime forfettario e gli impatriati

    Una volta diventato residente fiscale in Italia, il regime forfettario è aperto a te alle stesse condizioni di tutti — un coefficiente sui ricavi (fissato dal codice ATECO) e un'imposta sostitutiva del 5%/15%, fino a €85.000.2 Per aprire la partita IVA presenterai la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate.5

    Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni (in sintesi: non essere stato residente negli anni precedenti e l'impegno a restare), il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF. Per i redditi alti può battere il forfettario — vale la pena modellare entrambi. Spesso un founder britannico che si trasferisce ne ha diritto.4

    Doppie imposizioni e sicurezza sociale

    Italia e il Regno Unito hanno una convenzione contro le doppie imposizioni firmata il 21 ottobre 1988, ratificata con L. 329/1990 e in vigore dal 31 dicembre 1990. È la convenzione — non un principio generale — a stabilire quale dei due Stati tassa ciascuna categoria di reddito: è il documento da leggere prima di continuare a fatturare a clienti del tuo Paese.910

    L'INPS non include il Regno Unito tra gli Stati extra UE convenzionati in materia di sicurezza sociale. I contributi quindi non si totalizzano automaticamente: quanto versi all'INPS e quanto hai già versato nel tuo Paese restano due posizioni separate.11

    Trappole per founder britannico

    • Dopo la Brexit i cittadini britannici sono extra-UE — la libertà di stabilimento che esisteva prima del 2021 non si applica più; serve un permesso che consenta il lavoro autonomo.
    • Il trattato contro la doppia imposizione Regno Unito-Italia stabilisce quale paese tassa cosa: verificalo prima di mantenere clienti britannici.
    • Chi ha una residenza pre-Brexit (Accordo di recesso) mantiene diritti più ampi — verifica la tua posizione.

    Domande frequenti

    Un cittadino britannico può ancora lavorare in proprio in Italia dopo la Brexit?

    Sì, ma come cittadino extra-UE ora serve un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo prima di aprire la partita IVA. Chi è coperto dall'Accordo di recesso conserva diritti più ampi.

    Un founder britannico può accedere al regime forfettario in Italia?

    Sì. Il regime forfettario è aperto ai residenti fiscali in Italia a prescindere dalla nazionalità, nei limiti del tetto di €85.000 di ricavi e dei requisiti standard. Il codice ATECO dell'attività fissa il coefficiente di redditività (40–86%).

    Il regime impatriati è disponibile per un founder britannico che si trasferisce in Italia?

    Spesso sì. Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni, il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF — a volte più conveniente del forfettario per i redditi alti.

    Altri paesi

    Fonti

    1. 1.Normattiva — D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), art. 26 (lavoro autonomo)
    2. 2.Normattiva — L. 190/2014, art. 1 commi 54–89 e Allegato 4 (regime forfettario, coefficienti di redditività)
    3. 3.Normattiva — TUIR (DPR 917/1986), art. 2 (residenza fiscale)
    4. 4.Normattiva — D.Lgs. 209/2023, art. 5 (regime impatriati), testo in vigore dal 10-10-2025 al 31-12-2026
    5. 5.Normattiva — DPR 633/1972 (IVA), art. 35 (apertura partita IVA)
    6. 6.MAECI — Paesi i cui cittadini sono esenti da visto per brevi soggiorni (90 giorni su 180)
    7. 7.Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15.10.2025 — D.P.C.M. 2 ottobre 2025 (programmazione dei flussi d'ingresso 2026-2028: quote per lavoro subordinato, stagionale e autonomo)
    8. 8.Ministero del Lavoro — Flussi 2026-2028: 497.550 ingressi nel triennio (164.850 per il 2026, di cui 650 per lavoro autonomo)
    9. 9.Normattiva — L. 329/1990 (ratifica della convenzione Italia–Regno Unito contro le doppie imposizioni, firmata il 21.10.1988)
    10. 10.MEF — Convenzioni per evitare le doppie imposizioni (indice per Paese)
    11. 11.INPS — Stati extra UE convenzionati con l'Italia (convenzioni bilaterali di sicurezza sociale)

    Ogni cifra in questa pagina è fondata su fonti primarie — lo stesso standard della chat di TaxCompass. Si tratta di orientamento con fonti, non di consulenza fiscale.

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