Come aprire la partita IVA in Italia
Una guida chiara per stranieri — dal codice fiscale alla prima fattura. Ogni passo rimanda alle regole ufficiali italiane, così puoi verificarle tu stesso.
Aggiornata al 2026- 1
Ottieni il codice fiscale
Il codice fiscale è il tuo identificativo fiscale italiano: ti serve prima di quasi tutto, compresa l'apertura della partita IVA. Gli stranieri possono richiederlo gratis a un consolato italiano all'estero, all'Agenzia delle Entrate o al ritiro del permesso di soggiorno.
Termini chiave e fonti ufficiali - 2
Sistema il tuo diritto di soggiorno
I cittadini UE possono registrarsi e lavorare liberamente. I cittadini non UE di solito hanno bisogno di un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo — o, se restano non residenti, di un rappresentante fiscale in Italia. Chiariscilo subito: condiziona ogni passo successivo.1
Termini chiave e fonti ufficiali - 3
Attiva lo SPID (identità digitale)
Lo SPID è l'accesso ad Agenzia delle Entrate, INPS e quasi tutti i servizi pubblici. È un ostacolo comune per gli stranieri — di solito richiede un documento italiano e una residenza registrata — quindi inizia presto. Alcuni provider accettano passaporto e codice fiscale, oppure puoi usare un'identità eIDAS del tuo Paese.
Termini chiave e fonti ufficiali - 4
Scegli il codice ATECO e il regime fiscale
Il codice ATECO classifica la tua attività e, nel forfettario, fissa la quota di ricavi tassata. Chi è sotto gli 85.000 € sceglie spesso il regime forfettario (imposta sostitutiva del 15% — 5% per i primi cinque anni di una nuova attività). Se ti sei appena trasferito in Italia, confronta invece l'agevolazione impatriati sul regime ordinario.234
Termini chiave e fonti ufficiali - 5
Apri la partita IVA
Aprire la partita IVA è gratis: presenti la dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate, scegliendo codice ATECO e regime. Un commercialista di solito lo fa in un giorno, ma puoi farlo anche da solo online.5
Termini chiave e fonti ufficiali - 6
Iscriviti alla previdenza (INPS o Cassa)
La maggior parte dei freelance senza cassa versa alla Gestione Separata INPS — circa il 26% del reddito imponibile nel 2026, oltre alle imposte, e vale anche nel forfettario. Le professioni regolamentate (avvocati, medici, ingegneri…) versano alla propria cassa. Mettilo a budget dal primo giorno.6
Termini chiave e fonti ufficiali - 7
Imposta la fatturazione elettronica e le scadenze
In Italia la fatturazione elettronica (tramite il Sistema di Interscambio) è obbligatoria. Imposte e contributi si pagano con il modello F24, a scadenze fisse durante l'anno. Sistema entrambi prima di emettere la prima fattura.5
Termini chiave e fonti ufficiali
Questa guida è informazione generale, non consulenza fiscale o legale. Le regole cambiano e ogni situazione è diversa — verifica i dettagli con un commercialista qualificato prima di agire.
Bloccato su un passaggio o non sai come si applica al tuo caso? Chiedi a TaxCompass — risponde alle tue domande con chiarezza, ogni risposta con le fonti.Domande frequenti
Quanto costa aprire la partita IVA in Italia?
Aprire la partita IVA in sé è gratuito all'Agenzia delle Entrate. I costi derivano dall'eventuale parcella del commercialista e — per le attività commerciali — dall'iscrizione alla Camera di Commercio e dalla SCIA. I professionisti forfettari spesso pagano poco oltre ai contributi INPS.
Quanto tempo serve per aprire la partita IVA?
Spesso lo stesso giorno. Una volta ottenuto il codice fiscale (e, se sei extra-UE, un permesso che consente il lavoro autonomo), la dichiarazione di inizio attività viene lavorata rapidamente e il numero di partita IVA è attribuito subito.
Uno straniero può aprire la partita IVA in Italia?
Sì. I cittadini UE/SEE si registrano direttamente; gli extra-UE in genere hanno prima bisogno di un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo. Una volta residente fiscale in Italia, il regime forfettario è aperto alle stesse condizioni di tutti.
Serve un commercialista per aprirla?
No — puoi presentare la dichiarazione di inizio attività da solo online. Chi inizia si affida comunque spesso a un commercialista per scegliere il codice ATECO e il regime e per gestire dichiarazioni, fatturazione elettronica e INPS.
Quale regime fiscale conviene a chi inizia?
La maggior parte dei freelance sotto €85.000 sceglie il regime forfettario — imposta sostitutiva del 5%/15% su una quota dei ricavi. Se ti sei appena trasferito in Italia, confronta il regime impatriati, che può convenire ai redditi più alti.
Si applica l'IVA nel forfettario?
No. Le fatture forfettarie non riportano l'IVA e non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti — si emettono fatture elettroniche con la dicitura del forfettario.
Fonti
- 1.Normattiva — D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), art. 26 (lavoro autonomo)
- 2.Normattiva — L. 190/2014, art. 1 commi 54–89 e Allegato 4 (regime forfettario, coefficienti di redditività)
- 3.ISTAT — Struttura ATECO 2025 (IT/EN)
- 4.Normattiva — D.Lgs. 209/2023, art. 5 (regime impatriati)
- 5.Normattiva — DPR 633/1972 (IVA), art. 35 (apertura partita IVA)
- 6.Normattiva — L. 335/1995, art. 2 (INPS Gestione Separata)
Ogni passo è fondato su fonti primarie che puoi aprire — lo stesso standard della chat di TaxCompass. Informazione generale, non consulenza fiscale.
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