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    🇧🇷 founder extra-UE Aggiornato al 2026

    Trasferirsi in Italia da brasiliano: visto, residenza e tasse

    Cittadini brasiliani che aprono un'attività freelance o una partita IVA in Italia.

    Accesso al mercato e permessi

    Come cittadino extra-UE, un founder brasiliano in genere ha bisogno di un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo prima di aprire una partita IVA — di solito tramite la quota del decreto flussi, oppure convertendo un permesso esistente (studio, famiglia, soggiornante UE di lungo periodo). Una volta residente regolare, il regime forfettario è aperto alle stesse condizioni di tutti. Se resti nel tuo paese e fatturi solo a clienti italiani, potresti non aver bisogno di alcuna registrazione italiana — dipende dalla residenza fiscale, non dalla nazionalità.1

    Per i soggiorni brevi i cittadini del Brasile non hanno bisogno di visto: 90 giorni su 180 per turismo, affari o studio. Non è un permesso di lavoro: per la partita IVA serve comunque un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo, con una domanda a parte.6

    L'elenco dei Paesi ammessi alle quote per lavoro subordinato (2026–2028) non comprende il Brasile. Fuori dall'assistenza familiare, per cui non c'è vincolo di nazionalità, quel canale è chiuso a chi ha quel passaporto: conta quindi il lavoro autonomo, con la sua quota di soli 650 posti all'anno in tutta Italia.78 La conversione di un permesso che già possiedi (studio, lavoro stagionale, famiglia) in permesso per lavoro avviene fuori quota e senza limiti numerici: per questo la via della conversione è di solito più rapida dell'attesa di un click day.

    Residenza fiscale — dove paghi davvero le imposte

    L'Italia tassa i residenti sul reddito mondiale. Diventi residente fiscale se, per la maggior parte dell'anno (183+ giorni), la tua residenza anagrafica, la tua dimora abituale o il centro dei tuoi interessi vitali sono in Italia. È un punto su cui un founder brasiliano inciampa spesso, trasferendosi a metà anno o mantenendo una casa all'estero — è il conteggio dei giorni, non il passaporto, a decidere dove paghi le imposte.3

    Il regime forfettario e gli impatriati

    Una volta diventato residente fiscale in Italia, il regime forfettario è aperto a te alle stesse condizioni di tutti — un coefficiente sui ricavi (fissato dal codice ATECO) e un'imposta sostitutiva del 5%/15%, fino a €85.000.2 Per aprire la partita IVA presenterai la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate.5

    Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni (in sintesi: non essere stato residente negli anni precedenti e l'impegno a restare), il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF. Per i redditi alti può battere il forfettario — vale la pena modellare entrambi. Spesso un founder brasiliano che si trasferisce ne ha diritto.4

    Doppie imposizioni e sicurezza sociale

    Italia e il Brasile hanno una convenzione contro le doppie imposizioni firmata il 3 ottobre 1978, ratificata con L. 844/1980 e in vigore dal 24 aprile 1981. È la convenzione — non un principio generale — a stabilire quale dei due Stati tassa ciascuna categoria di reddito: è il documento da leggere prima di continuare a fatturare a clienti del tuo Paese.910

    Italia e il Brasile hanno anche un accordo bilaterale di sicurezza sociale: i periodi contributivi dei due Paesi possono essere totalizzati ai fini pensionistici invece di restare isolati — l'INPS include il Brasile tra gli Stati extra UE convenzionati.11

    La cittadinanza per discendenza è più stretta dopo la legge 74/2025 (conversione del D.L. 36/2025): il riconoscimento richiede ora un genitore o un nonno nato in Italia. Restano salvi i riconoscimenti già ottenuti prima del 27 marzo 2025.12

    Trappole per founder brasiliano

    • La cittadinanza per discendenza è la via classica per i brasiliani, ma la legge 74/2025 l'ha ristretta: ora serve un genitore o un nonno nato in Italia, quindi le domande basate sul bisnonno non bastano più, salvo riconoscimenti ottenuti prima del 27 marzo 2025.
    • Il trattato fiscale Brasile-Italia disciplina il sollievo dalla doppia imposizione sui redditi di fonte brasiliana.

    Domande frequenti

    Un brasiliano può aprire un'attività in Italia?

    Sì — tramite un permesso di soggiorno che consente il lavoro autonomo, oppure direttamente se hai la cittadinanza italiana. Il riconoscimento per discendenza richiede ora un genitore o un nonno nato in Italia (legge 74/2025): verifica la generazione prima di contarci. Il regime forfettario si applica una volta residente.

    Un founder brasiliano può accedere al regime forfettario in Italia?

    Sì. Il regime forfettario è aperto ai residenti fiscali in Italia a prescindere dalla nazionalità, nei limiti del tetto di €85.000 di ricavi e dei requisiti standard. Il codice ATECO dell'attività fissa il coefficiente di redditività (40–86%).

    Il regime impatriati è disponibile per un founder brasiliano che si trasferisce in Italia?

    Spesso sì. Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni, il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF — a volte più conveniente del forfettario per i redditi alti.

    Altri paesi

    Fonti

    1. 1.Normattiva — D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), art. 26 (lavoro autonomo)
    2. 2.Normattiva — L. 190/2014, art. 1 commi 54–89 e Allegato 4 (regime forfettario, coefficienti di redditività)
    3. 3.Normattiva — TUIR (DPR 917/1986), art. 2 (residenza fiscale)
    4. 4.Normattiva — D.Lgs. 209/2023, art. 5 (regime impatriati), testo in vigore dal 10-10-2025 al 31-12-2026
    5. 5.Normattiva — DPR 633/1972 (IVA), art. 35 (apertura partita IVA)
    6. 6.MAECI — Paesi i cui cittadini sono esenti da visto per brevi soggiorni (90 giorni su 180)
    7. 7.Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15.10.2025 — D.P.C.M. 2 ottobre 2025 (programmazione dei flussi d'ingresso 2026-2028: quote per lavoro subordinato, stagionale e autonomo)
    8. 8.Ministero del Lavoro — Flussi 2026-2028: 497.550 ingressi nel triennio (164.850 per il 2026, di cui 650 per lavoro autonomo)
    9. 9.Normattiva — L. 844/1980 (ratifica della convenzione Italia–Brasile contro le doppie imposizioni, firmata il 03.10.1978)
    10. 10.MEF — Convenzioni per evitare le doppie imposizioni (indice per Paese)
    11. 11.INPS — Stati extra UE convenzionati con l'Italia (convenzioni bilaterali di sicurezza sociale)
    12. 12.Normattiva — L. 74/2025 (conversione del D.L. 36/2025: cittadinanza iure sanguinis limitata a genitore o nonno nato in Italia)

    Ogni cifra in questa pagina è fondata su fonti primarie — lo stesso standard della chat di TaxCompass. Si tratta di orientamento con fonti, non di consulenza fiscale.

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