Trasferirsi in Italia da russo: visto, residenza e tasse
Cittadini russi che aprono un'attività freelance o una partita IVA in Italia.
Accesso al mercato e permessi
Come cittadino extra-UE, un founder russo in genere ha bisogno di un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo prima di aprire una partita IVA — di solito tramite la quota del decreto flussi, oppure convertendo un permesso esistente (studio, famiglia, soggiornante UE di lungo periodo). Una volta residente regolare, il regime forfettario è aperto alle stesse condizioni di tutti. Se resti nel tuo paese e fatturi solo a clienti italiani, potresti non aver bisogno di alcuna registrazione italiana — dipende dalla residenza fiscale, non dalla nazionalità.1
I cittadini della Russia hanno bisogno del visto Schengen anche per una visita breve, e un visto per soggiorni brevi non copre mai il lavoro autonomo: per operare con partita IVA serve un permesso di soggiorno che lo consenta.6
L'elenco dei Paesi ammessi alle quote per lavoro subordinato (2026–2028) non comprende la Russia. Fuori dall'assistenza familiare, per cui non c'è vincolo di nazionalità, quel canale è chiuso a chi ha quel passaporto: conta quindi il lavoro autonomo, con la sua quota di soli 650 posti all'anno in tutta Italia.78 La conversione di un permesso che già possiedi (studio, lavoro stagionale, famiglia) in permesso per lavoro avviene fuori quota e senza limiti numerici: per questo la via della conversione è di solito più rapida dell'attesa di un click day.
Residenza fiscale — dove paghi davvero le imposte
L'Italia tassa i residenti sul reddito mondiale. Diventi residente fiscale se, per la maggior parte dell'anno (183+ giorni), la tua residenza anagrafica, la tua dimora abituale o il centro dei tuoi interessi vitali sono in Italia. È un punto su cui un founder russo inciampa spesso, trasferendosi a metà anno o mantenendo una casa all'estero — è il conteggio dei giorni, non il passaporto, a decidere dove paghi le imposte.3
Il regime forfettario e gli impatriati
Una volta diventato residente fiscale in Italia, il regime forfettario è aperto a te alle stesse condizioni di tutti — un coefficiente sui ricavi (fissato dal codice ATECO) e un'imposta sostitutiva del 5%/15%, fino a €85.000.2 Per aprire la partita IVA presenterai la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate.5
Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni (in sintesi: non essere stato residente negli anni precedenti e l'impegno a restare), il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF. Per i redditi alti può battere il forfettario — vale la pena modellare entrambi. Spesso un founder russo che si trasferisce ne ha diritto.4
Doppie imposizioni e sicurezza sociale
Italia e la Russia hanno una convenzione contro le doppie imposizioni firmata il 9 aprile 1996, ratificata con L. 370/1997 e in vigore dal 30 novembre 1998. È la convenzione — non un principio generale — a stabilire quale dei due Stati tassa ciascuna categoria di reddito: è il documento da leggere prima di continuare a fatturare a clienti del tuo Paese.9 Un successivo protocollo di modifica si applica dal 1 giugno 2012.10
L'INPS non include la Russia tra gli Stati extra UE convenzionati in materia di sicurezza sociale. I contributi quindi non si totalizzano automaticamente: quanto versi all'INPS e quanto hai già versato nel tuo Paese restano due posizioni separate.11
Trappole per founder russo
- •Gli attriti bancari e nei pagamenti sono frequenti — aprire un conto d'impresa italiano può richiedere più tempo; mettilo in conto.
- •La posizione del trattato Russia-Italia è cambiata di recente; chiedi una consulenza aggiornata sul sollievo dalla doppia imposizione.
Domande frequenti
Un cittadino russo può aprire una partita IVA in Italia?
Sì, con un permesso di soggiorno che consente il lavoro autonomo. Aspettati in pratica più attriti bancari; il regime forfettario in sé si applica alle condizioni standard una volta residente.
Un founder russo può accedere al regime forfettario in Italia?
Sì. Il regime forfettario è aperto ai residenti fiscali in Italia a prescindere dalla nazionalità, nei limiti del tetto di €85.000 di ricavi e dei requisiti standard. Il codice ATECO dell'attività fissa il coefficiente di redditività (40–86%).
Il regime impatriati è disponibile per un founder russo che si trasferisce in Italia?
Spesso sì. Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni, il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF — a volte più conveniente del forfettario per i redditi alti.
Altri paesi
Fonti
- 1.Normattiva — D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), art. 26 (lavoro autonomo)
- 2.Normattiva — L. 190/2014, art. 1 commi 54–89 e Allegato 4 (regime forfettario, coefficienti di redditività)
- 3.Normattiva — TUIR (DPR 917/1986), art. 2 (residenza fiscale)
- 4.Normattiva — D.Lgs. 209/2023, art. 5 (regime impatriati), testo in vigore dal 10-10-2025 al 31-12-2026
- 5.Normattiva — DPR 633/1972 (IVA), art. 35 (apertura partita IVA)
- 6.MAECI — Paesi i cui cittadini sono esenti da visto per brevi soggiorni (90 giorni su 180)
- 7.Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15.10.2025 — D.P.C.M. 2 ottobre 2025 (programmazione dei flussi d'ingresso 2026-2028: quote per lavoro subordinato, stagionale e autonomo)
- 8.Ministero del Lavoro — Flussi 2026-2028: 497.550 ingressi nel triennio (164.850 per il 2026, di cui 650 per lavoro autonomo)
- 9.Normattiva — L. 370/1997 (ratifica della convenzione Italia–Federazione Russa contro le doppie imposizioni, firmata il 09.04.1996)
- 10.MEF — Convenzioni per evitare le doppie imposizioni (indice per Paese)
- 11.INPS — Stati extra UE convenzionati con l'Italia (convenzioni bilaterali di sicurezza sociale)
Ogni cifra in questa pagina è fondata su fonti primarie — lo stesso standard della chat di TaxCompass. Si tratta di orientamento con fonti, non di consulenza fiscale.

