🇮🇪 founder UE / SEE Aggiornato al 2026

    Trasferirsi in Italia da irlandese: visto, residenza e tasse

    Cittadini irlandesi che si trasferiscono in Italia per lavorare in proprio o aprire una partita IVA.

    Accesso al mercato e permessi

    Come cittadino UE, un founder irlandese gode della libertà di stabilimento: non serve alcun permesso di lavoro. Registri la residenza presso il comune, ottieni il codice fiscale e apri direttamente una partita IVA — poi il regime forfettario è disponibile alle condizioni standard.2

    Residenza fiscale — dove paghi davvero le imposte

    L'Italia tassa i residenti sul reddito mondiale. Diventi residente fiscale se, per la maggior parte dell'anno (183+ giorni), la tua residenza anagrafica, la tua dimora abituale o il centro dei tuoi interessi vitali sono in Italia. È un punto su cui un founder irlandese inciampa spesso, trasferendosi a metà anno o mantenendo una casa all'estero — è il conteggio dei giorni, non il passaporto, a decidere dove paghi le imposte.3

    Il regime forfettario e gli impatriati

    Una volta diventato residente fiscale in Italia, il regime forfettario è aperto a te alle stesse condizioni di tutti — un coefficiente sui ricavi (fissato dal codice ATECO) e un'imposta sostitutiva del 5%/15%, fino a €85.000.2 Per aprire la partita IVA presenterai la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate.5

    Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni (in sintesi: non essere stato residente negli anni precedenti e l'impegno a restare), il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF. Per i redditi alti può battere il forfettario — vale la pena modellare entrambi. Spesso un founder irlandese che si trasferisce ne ha diritto.4

    Trappole per founder irlandese

    • Venendo da un'attività irlandese da sole trader, il forfettario italiano può risultare nettamente più leggero di income tax + USC + PRSI irlandesi — ma l'INPS (26,07% sulla base coefficientata) sostituisce il PRSI e non è facoltativo.
    • Il reverse charge si applica di solito alle fatture B2B irlandesi; registra il trasferimento affinché tu non sia residente fiscale in entrambi i paesi.

    Domande frequenti

    Un freelance irlandese può trasferirsi in Italia e mantenere clienti in Irlanda?

    Sì — da cittadino UE apri liberamente una partita IVA e alle fatture B2B verso clienti irlandesi si applica di solito il reverse charge. Una volta residente in Italia si applica il forfettario e chi si trasferisce può anche avere diritto agli impatriati.

    Un founder irlandese può accedere al regime forfettario in Italia?

    Sì. Il regime forfettario è aperto ai residenti fiscali in Italia a prescindere dalla nazionalità, nei limiti del tetto di €85.000 di ricavi e dei requisiti standard. Il codice ATECO dell'attività fissa il coefficiente di redditività (40–86%).

    Il regime impatriati è disponibile per un founder irlandese che si trasferisce in Italia?

    Spesso sì. Se trasferisci la residenza fiscale in Italia e soddisfi le condizioni, il regime impatriati può esentare il 50% del reddito ammissibile dall'IRPEF — a volte più conveniente del forfettario per i redditi alti.

    Altri paesi

    Fonti

    1. 1.Normattiva — D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), art. 26 (lavoro autonomo)
    2. 2.Normattiva — L. 190/2014, art. 1 commi 54–89 e Allegato 4 (regime forfettario, coefficienti di redditività)
    3. 3.Normattiva — TUIR (DPR 917/1986), art. 2 (residenza fiscale)
    4. 4.Normattiva — D.Lgs. 209/2023, art. 5 (regime impatriati)
    5. 5.Normattiva — DPR 633/1972 (IVA), art. 35 (apertura partita IVA)

    Ogni cifra in questa pagina è fondata su fonti primarie — lo stesso standard della chat di TaxCompass. Si tratta di orientamento con fonti, non di consulenza fiscale.

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